Troppo Triestini arriva in teatro

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Cinque passeggeri su un metaforico autobus guidato da un artista-autista in cerca d’ispirazione: la performance Troppo triestini – già presentata in anteprima durante l’inaugurazione della mostra Era Trieste – arriva, dopo due anni di preparazione, sul palcoscenico del Teatro San Giovanni di Trieste.
Nello spettacolo vari personaggi si alternano a raccontare la loro Trieste, ripercorrendo la storia recente della città (dalla fine dell’Impero austro-ungarico al dopoguerra) e restituendone una particolare visione, molto soggettiva e spesso deformata. 
Troppo Triestini è un modo leggero e ironico di parlare di Storia e delle diverse anime di Trieste.
Sul palco i protagonisti (tutti interpretati da un camaleontico Flavio Furian) salgono sul bus per raccontare le loro storie al conducente-cantore (Maxino), offrendo al pubblico un puzzle di vicende, opinioni e manie legate al loro personale modo di vivere la città e la sua storia, un mosaico di racconti dove ogni tessera s’incastra nell’altra, restituendoci un affascinante e multiforme affresco di Trieste. Il testo scava nelle innumerevoli storie che le diverse componenti della città si tramandano da anni, storie piene di miti, mistificazioni e rimozioni. L’intento è di trovare una narrazione condivisa, pacificatrice, limpida del passato cittadino, che faccia piazza pulita dall’uso propagandistico e deformato della storia del Novecento triestino.
Il conducente Maxino commenta con una serie di irresistibili canzoni (composte per l’occasione ed eseguite dal vivo) le testimonianze dei cinque troppo triestini, che si alternano sul palco introdotti brevemente dal Narratore, interpretato con piglio antropologico da Fabrizio Polojaz.
Ma chi sono i nostri troppo triestini? Franz è un nostalgico asburgico che rimpiange una Trieste da sogno, forse mai esistita; Ciano si esalta con piglio futurista per la modernità e la virilità della città nel Ventennio, mentre il professore Mirko ci racconta gli anni del fascismo dal punto di vista della comunità slovena; Stelio invece brama un’indipendenza velleitaria e cialtrona inseguendo il mito del Territorio Libero di Trieste; infine, l’esule Vinicio racconta l’esodo visto dagli occhi di un umile e candido contadino istriano.
Il filo rosso che lega i vari momenti dello spettacolo è l’esigenza di Maxino di comporre una canzone che colga l’essenza della città, “una canzone popolare ma colta, una via di mezzo tra Guccini e Ricky Malva…”, tanto per chiarire che Troppo Triestini, nonostante gli argomenti trattati, non si prende mai troppo sul serio.

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Un momento delle prove con (da sinistra) Fabrizio Polojaz, Flavio Furian e Maxino presso la torrefazione Primo Aroma.

Troppo Triestini
Quante storie per una città

Domenica 20 novembre 2016, ore 17
Teatro San Giovanni, via S.Cilino 99/1 – Trieste
Ingresso a offerta libera

Testo di Paolo Pascutto
Scritto con Fabrizio Polojaz e con la collaborazione di Flavio Furian, Maxino e Paolo Tanze.
Canzoni e musiche di Massimiliano Maxino Cernecca

In collaborazione con la compagnia teatrale Petit Soleil

Interpreti:
Flavio Furian: Franz, Ciano, Mirko, Stelio, Vinicio
Maxino: il conducente
Fabrizio Polojaz: il Narratore, membro della commissione
Barbara Tanze: turista tedesca, donna incinta, membro della commissione

 

Video promozionali dello spettacolo

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