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Atlas of the lost islands

“Atlas of the lost islands” verrà pubblicato in tiratura limitata in concomitanza con la mostra “Atlante delle isole perdute” a novembre. Il CD è frutto di due anni di lavoro in collaborazione con Massimiliano Maxino Cernecca e si avvale della partecipazione di un nutrito gruppo di cantanti e di musicisti di grande talento. Nelle dieci canzoni si alternano le voci di Elisa Bombacigno, Edward Funkhouser, Flavio Furian, Joy Jenkins, Cæ Lys, Maxino, Raffaele Prestinenzi, Andrea Scarcia e Barbara Stefani, le chitarre di Marco Poznajelsek e il sax di Angelo Chiocca. Tre brani strumentali completano la scaletta dell’album.
Questo progetto, a lungo covato, raccoglie musiche e testi composti nell’arco di quasi trent’anni, da cui sono scaturite una serie di canzoni grazie ad un grande lavoro di limatura e adattamento. “Atlas of the lost islands” è un viaggio nel tempo, tra pop elettronico e sapori rock, che racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta con alcune inevitabili deviazioni in mondi fantastici e visionari.

Ascolta l’album

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Video

Medley Come Atlantide – Treno atomico / musicaeletrica ft. Elisa Bombacigno

Performance live con Elisa Bombacigno e Maxino, realizzata in occasione del vernissage della mostra “Atlante delle isole perdute”, Galleria Rettori Tribbio Trieste, 17 novembre 2018.

Cieli elettrici LIVE / musicaeletrica ft. Barbara Stefani

Performance live con Barbara Stefani e Maxino, realizzata in occasione del vernissage della mostra “Atlante delle isole perdute”, Galleria Rettori Tribbio Trieste, 17 novembre 2018.

Come Atlantide / musicaeletrica ft. Elisa Bombacigno

Il nuovo singolo da “Atlas of the lost islands”, con la straordinaria voce di Elisa Bombacigno, Maxino alle tastiere e Marco Poznajelsek alle chitarre.

Promo

Video promozionale con la presentazione degli interpreti e musicisti che hanno partecipato al progetto.

Ma l’aria è fresca e chiara / musicaeletrica ft. Maxino

Primo video tratto dall’album “Atlas of the lost islands” in uscita a novembre. Si tratta di un brano dai toni grotteschi, ispirato al disastro di Chernobyl.  Maxino lo interpreta con un adeguato distacco ironico.
Special guest la famiglia Tanze al completo.

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Teaser

Il progetto musicaeletrica

 

Da bambino, a metà degli anni Settanta, la domenica ascoltavo sempre un programma sugli UFO trasmesso da una delle prime radio private. Tra una storia su un avvistamento di dischi volanti e un rapimento alieno, mettevano sempre della musica elettronica, dei brani strumentali accattivanti come Pulstar di Vangelis, Oxygene IV di Jean-Michel Jarre o Magic Fly degli Space. Questi suoni sintetici mi hanno subito affascinato e ben presto ho realizzato che volevo un sintetizzatore per Natale. Ma all’epoca costavano troppo. Mi regalarono invece un organo Farfisa. Solo a metà degli anni Ottanta sono riuscito ad ottenere il mio primo synth, un Siel DK 70. Grazie alla mia nuova tastiera sono entrato in un gruppo senza nome, con cui ho provato per sei mesi in una cantina ammuffita. Era un miracolo se andavamo tutti a tempo. Non ci siamo mai esibiti in pubblico. Del resto, come musicista, faccio abbastanza schifo, però con questa esperienza ho imparato tanti nuovi accordi e ho fatto molta pratica.
Poi ho cominciato a registrare delle cose con un mio amico. Facevamo sovraincisioni su sovraincisioni usando i nastri VHS con un videoregistratore stereo, perché avevano una qualità migliore rispetto alle audiocassette. Il fruscìo però cresceva in modo esponenziale ad ogni passaggio. Nello stesso periodo ho sperimentato i primi programmi di sequencing e notazione che giravano sui computer della Commodore. Ma solo più tardi mi sono procurato un Amiga 2000 di seconda mano e, con un software musicale che stava tutto su un floppy disc (Music-X), ho iniziato a comporre musica al computer. Era il 1989.
Oggi, dopo quasi trent’anni, ecco “Atlas of the lost islands”, il primo CD realizzato con veri musicisti e un sacco di bravi cantanti, un progetto ambizioso che riunisce sia spunti musicali figli delle mie prime sperimentazioni a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta che molte nuove composizioni.

Garage Hermétique

Garage Hermétique è un progetto musicale casalingo realizzato qualche anno fa e distribuito gratuitamente sul web.
Garage Hermétique è un omaggio ai mondi visionari di Moebius, alla fantascienza di Bradbury e di Ballard, ai quali deve l’origine di vari titoli presenti nell’album. Ma è tutta musica fatta nel “garage” di casa, un luogo piccolo e chiuso con uscite virtuali su altri mondi.
Garage Hermétique è stato composto e registrato tra il 2006 e il 2011, utilizzando quasi unicamente il software Garageband, abbinato ad alcuni programmi gratuiti della Native Instruments, il synth virtuale Free Alpha e una tastiera (vera) Yamaha SY 22.

Scarica l’intero album + copertina

Video

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