Il progetto musicaeletrica

 

Da bambino, a metà degli anni Settanta, la domenica ascoltavo sempre un programma sugli UFO trasmesso da una delle prime radio private. Tra una storia su un avvistamento di dischi volanti e un rapimento alieno, mettevano sempre della musica elettronica, dei brani strumentali accattivanti come Pulstar di Vangelis, Oxygene IV di Jean-Michel Jarre o Magic Fly degli Space. Questi suoni sintetici mi hanno subito affascinato e ben presto ho realizzato che volevo un sintetizzatore per Natale. Ma all’epoca costavano troppo. Mi regalarono invece un organo Farfisa. Solo a metà degli anni Ottanta sono riuscito ad ottenere il mio primo synth, un Siel DK 70. Grazie alla mia nuova tastiera sono entrato in un gruppo senza nome, con cui ho provato per sei mesi in una cantina ammuffita. Era un miracolo se andavamo tutti a tempo. Non ci siamo mai esibiti in pubblico. Del resto, come musicista, faccio abbastanza schifo, però con questa esperienza ho imparato tanti nuovi accordi e ho fatto molta pratica.
Poi ho cominciato a registrare delle cose con un mio amico. Facevamo sovraincisioni su sovraincisioni usando i nastri VHS con un videoregistratore stereo, perché avevano una qualità migliore rispetto alle audiocassette. Il fruscìo però cresceva in modo esponenziale ad ogni passaggio. Nello stesso periodo ho sperimentato i primi programmi di sequencing e notazione che giravano sui computer della Commodore. Ma solo più tardi mi sono procurato un Amiga 2000 di seconda mano e, con un software musicale che stava tutto su un floppy disc (Music-X), ho iniziato a comporre musica al computer. Era il 1989.
Oggi, dopo quasi trent’anni, ecco “Atlas of the lost islands”, il primo CD realizzato con veri musicisti e un sacco di bravi cantanti, un progetto ambizioso che riunisce sia spunti musicali figli delle mie prime sperimentazioni a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta che molte nuove composizioni.

The musicaeletrica project

 

musicaeletrica is a musical project by the Trieste based visual artist Paolo Pascutto, with the collaboration of many singers and musicians.

The first album Garage Hermétique is a tribute to the visionary worlds of Moebius and to the science fiction of Bradbury and Ballard. But it’s all music made in the “garage” at home, a small and closed place with virtual exits to other worlds.
Garage Hermétique was composed and recorded between 2006 and 2011, using Garageband, some free software from Native Instruments, the Alpha Free virtual synth and an old Yamaha keyboard

Atlas of the lost islands is a visionary time travel, between electronic pop and rock flavors, which tells the passage from adolescence to adulthood. The album was recorded between 2016 and 2018 with the help of the musician and composer Massimiliano Maxino Cernecca.
This last project draws on the collaboration of many talented singers and musicians.