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Ecco il testo del mio intervento all’inaugurazione della mostra “Guardar con Maraviglia”… ovvero quello che – più o meno – ho detto.

Buonasera a tutti.
Due parole su “Guardar con Maraviglia” – Per chi non mi conoscesse sono il curatore di questa mostra collettiva. Solitamente dipingo e non faccio prolusioni critiche, ma con l’età mi sono montato la testa…
Due anni fa mi è venuto in mente di organizzare una mostra collettiva di pittura, pittura figurativa, perché quella astratta mi annoia… Anche se questa pittura che vedete esposta qui è un po’ astratta, perché chiunque riproduca la realtà, in modo più o meno dettagliato, applica un processo di astrazione a ciò che vede, ma non mi dilungherò su questi discorsi troppo seri.
La pittura sembra questa cosa un po’ vecchia, passata di moda, un po’ morta. Tutti a fare video o istallazioni e poi succede come a Bolzano, che le donne delle pulizie la scambino per immondizia…
A Barcellona c’è un museo intero dedicato esclusivamente alla pittura figurativa contemporanea, così mi son detto, perché non fare in piccolo qui una mostra di pittura figurativa, ma non con le solite cose. Volevo creare un’occasione per vedere in quanti modi e stili diversi si può fare figurazione oggi.
Così ho invitato un po’ di pittori di mia conoscenza, artisti che non hanno mai esposto in questa galleria. Gran parte non si conoscevano tra di loro. È un gruppo eterogeneo, per età, stile, percorso artistico. Tutti dipingono cose piuttosto lontane dalle mie, come potete vedere. Ma sono un campionario, per quanto ristretto, di come si può fare pittura oggi. E tutti hanno una loro voce ben riconoscibile, anche quelli più giovani tra di noi.

 

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Foto del gruppo maraviglioso: (da sinistra) Arturo Picca, Alessandra Laneve, Giulia Cossutti, Paolo Pascutto, Serena Bellini e Giada Princi.

 

C’è Serena con i suoi eleganti fiori stilizzati e dal segno fiammeggiante, un po’ da calligrafo giapponese.
Poi c’è Alessandra, che la calligrafia giapponese la studia e la insegna. Lei, che di solito fa astrazione, qui è tornata a misurarsi col figurativo, molto rarefatto, ma con grande stile e fascino.
Giulia, la più giovane del gruppo, in Giappone c’è stata questa primavera e dai suoi ricordi di viaggio a ricavato una serie di tele in bilico tra realtà e fantasia.
La pittura di Giada invece si muove tra figurativo e astratto, con queste tre enigmatici ritratti immersi in sfondi che rimando alla terra, all’acqua e all’aria.
Arturo, il diversamente giovane del gruppo, ci porta in un mondo desolato, un po’ alieno, ma anche ricco di poesia, e gioca con punti di vista e riflessi che hanno poco di umano.
Poi ci sarei io, e le cose che avevo da dire le trovate nel pieghevole.

Com’è nata praticamente questa collettiva?
Ho proposto un tema, una cosa semplice, tranquilla: la meraviglia. So che qualcuno non ci ha dormito le notti…
Poi alcune semplici regole:
1) opere inedite preparate per questa mostra;
2) quadri di pittura figurativa, cioè quadri dipinti a olio, a tempera etc… niente opere di grafica (poi in realtà ce ne sono un bel po’ là in cartella – ma sono a corollario della mostra).
Ecco non c’è molto da aggiungere. Come dice Alessandra: lasciamo parlare la pittura.

Ma prima di passare al rinfresco vorrei ricordarvi che questa pur sempre è una galleria d’arte, perciò magari qualcuno di voi vorrebbe comprare qualcosa. Ecco, tengo a sottolineare che abbiamo tenuto i prezzi piuttosto contenuti.
Perciò se volete coprire quella macchia d’umidità in soggiorno che sembra un Kandinsky e voi odiate Kandinsky, qui troverete l’opera giusta giusta.
Oppure volete fare un regalo alla zia Pina, sperando che vi lasci in eredità l’appartamento, questa è l’occasione.
O magari volete fare un presente alla vostra amante: niente paura, qui potete pagare in contanti, i prezzi sono tutti sotto i tremila euro… (Lo portano via)

 

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