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Il progetto
Troppo Triestini

Cinque passeggeri su un metaforico autobus guidato da un artista-autista in cerca d’ispirazione: la performance Troppo triestini – già presentata in anteprima durante l’inaugurazione della mostra Era Trieste – è stata adattata, dopo due anni di preparazione, per il teatro. Lo spettacolo ha esordito con successo sul palcoscenico del Teatro San Giovanni di Trieste il 20 novembre 2016, ha avuto già nove repliche (quasi tutte sold out) ed è stato visto da più di duemila spettatori.
Nello spettacolo vari personaggi si alternano a raccontare la loro Trieste, ripercorrendo la storia recente della città (dalla fine dell’Impero austro-ungarico al dopoguerra) e restituendone una particolare visione, molto soggettiva e spesso deformata. 
Troppo Triestini è un modo leggero e ironico di parlare di Storia e delle diverse anime di Trieste.
Sul palco i protagonisti (tutti interpretati da un camaleontico Flavio Furian) salgono sul bus per raccontare le loro storie al conducente-cantore (Maxino), offrendo al pubblico un puzzle di vicende, opinioni e manie legate al loro personale modo di vivere la città e la sua storia, un mosaico di racconti dove ogni tessera s’incastra nell’altra, restituendoci un affascinante e multiforme affresco di Trieste. Il testo scava nelle innumerevoli storie che le diverse componenti della città si tramandano da anni, storie piene di miti, mistificazioni e rimozioni. L’intento è di trovare una narrazione condivisa, pacificatrice, limpida del passato cittadino, che faccia piazza pulita dall’uso propagandistico e deformato della storia del Novecento triestino.
Il conducente Maxino commenta con una serie di irresistibili canzoni (composte per l’occasione ed eseguite dal vivo) le testimonianze dei cinque troppo triestini, che si alternano sul palco introdotti brevemente dal Narratore, interpretato con piglio antropologico da Fabrizio Polojaz.
Il filo rosso che lega i vari momenti dello spettacolo è l’esigenza di Maxino di comporre una canzone che colga l’essenza della città, “una canzone popolare ma colta, una via di mezzo tra Guccini e Ricky Malva…”, tanto per chiarire che Troppo Triestini, nonostante gli argomenti trattati, non si prende mai troppo sul serio.

Non sono previste repliche a breve

Troppo Triestini
Quante storie per una città

Testo di Paolo Pascutto
Scritto con Fabrizio Polojaz e con la collaborazione di Flavio Furian, Maxino e Paolo Tanze.
Canzoni e musiche di Massimiliano Maxino Cernecca
Interpreti:
Flavio Furian: Franz, Ciano, Mirko, Stelio, Vinicio
Maxino: il conducente
Fabrizio Polojaz: il Narratore, membro della commissione
Sara Cechet Woodcock: turista tedesca, donna incinta, membro della commissione
Durata spettacolo: 1 ora e 40 min. senza intervallo

Personaggi

Franz
l'austroungarico

''Mi iero picio, ‘ssai picio, cussì picio che no jero gnanca nato.''

Stelio
l'indipendentista

''Gavemo le carte!''

Ciano
il nostalgico del ventennio

''Io non sono mai stato fascista, ma...''

Vinicio
l'esule istriano

''Mi son esule, go dirito!''

Mirko
l'intellettuale sloveno

''Trst je naš.''

Maxino
l'autista-artista

''Non parlare al conducente!''

Franz è un nostalgico asburgico che rimpiange una Trieste da sogno, forse mai esistita; Ciano si esalta con piglio futurista per la modernità e la virilità della città nel Ventennio, mentre il professore Mirko ci racconta gli anni del fascismo dal punto di vista della comunità slovena.

Stelio invece brama un’indipendenza velleitaria e cialtrona inseguendo il mito del Territorio Libero di Trieste; l’esule Vinicio racconta l’esodo visto dagli occhi di un umile e candido contadino istriano; infine Maxino è l’autista-artista impegnato a comporre una canzone “pregna di triestinità”.

"Nissun parlava talian! Triestin se parlava, tuti, dai dotori alle venderigole del Carso. E ognun a casa sua parlava quel che voleva… no iera forsi libertà? E po’ el tedesco xe una lingua ordinata, precisa, xe la lingua del filosofar, la lingua de Kant, de Goethe. El Talian al massimo xe bon per l’Opera. E po a noi ne piasi l'opereta!"

Franz

"Una canzon su Trieste? Sì, no xe problemi. Coss’ te vol che sia… Ah, una canzon che colga l’essenza de la cità. E dei triestini… pregna de triestinità. Go capido. Tipo un inno… ah no? Non un inno? Una canzon popolare ma colta, capisso. Una via de mezo tra… Guccini e Ricky Malva. Sì, sì, go capido… ma con un sapore contemporaneo, un poco alla Lady Gaga… mah, sì, faremo qualcossa..."

Maxino

"Perché voi triestini avete un’attitudine molto particolare di vedere la vostra città, la vostra storia. Lo fate secondo un prisma particolare, una lente deformante moltiplicatrice della realtà, che vi pone in continuo disaccordo tra di voi. Così a Trieste tutto può diventare motivo di aspra polemica, anche il più lontano e insignificante dettaglio storico, il più piccolo cambiamento."

Il Narratore

Foto di scena

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