Che carso ti sogni, Il Piccolo, 16/09/2022

Zasanjaj si Kras, Primorski dnevnik, 15/09/2022

Zasanjajte se v Pascuttov Kras, Primorski dnevnik, 29/10/2022

Traduzione della recensione di Jasna Merkù
Sognatevi il Carso di Pascutto
REPEN – Ancora per questo fine settimana è possibile visitare, presso la Galleria della Casa carsica, la mostra del rinomato pittore e artista poliedrico Paolo Pascutto, intitolata Zasanjaj si Kras (Sognati il Carso), che conclude al contempo la stagione espositiva di quest’anno.
Una sintesi di tre decenni di attività creativa, dal 1993 a oggi, porta in primo piano scorci di luoghi carsici che, attraverso gli occhi dell’artista, si trasformano in scenari onirici. L’autore stesso rimane il principale protagonista e talvolta si auto-ritrae. Più spesso, però, è una veduta riconoscibile o un abitato carsico a diventare per lui lo spunto per superare la dimensione fisica e avvolgerla in un’aura metafisica, nella quale tutto può accadere: nel cielo si formano vortici, come se fosse acqua, oppure si apre una forma attraverso la quale appare un cielo di un colore diverso.
Attraverso la tecnica della tempera acrilica, caratterizzata da una particolare brillantezza, Pascutto raffigura in modo iperrealistico e arricchisce in chiave onirica, con trovate ingegnose e spesso ironiche, motivi architettonici posti in dialogo con l’ambiente naturale. Luoghi riconoscibili dei dintorni di Trieste – ponti, edifici, panorami e paesaggi naturali nelle diverse stagioni dell’anno – sono sospesi in una dimensione senza tempo, nella quale l’anima sensibile dell’artista si abbandona all’immaginazione, mentre il cielo e le nuvole, con la loro soffice leggerezza, occupano una parte considerevole della tela.
Pascutto è un grafico professionista, e questo si riflette anche nei suoi dipinti d’autore: le opere sono caratterizzate da una grande pulizia grafica, le composizioni sono equilibrate e, soprattutto, è la forza comunicativa dell’immagine ad attirare e affascinare per prima lo spettatore. Mentre le opere più datate presentano una marcata impronta surrealista, in quelle più recenti si avverte una maggiore vena nostalgica, legata ai ricordi dell’infanzia.
Parole, immagini e suoni si intrecciano e si completano nel processo creativo di Pascutto. Da molti anni l’artista è membro del gruppo umoristico Vile&Vampi, con il quale realizza e pubblica vignette satiriche, recentemente raccolte nel volume Troppo triestini [Vox Pupoli, NdT]. Le mostre di Pascutto si trasformano in eventi unici, e così è stato anche questa volta. All’inaugurazione è intervenuto Fabrizio Polojaz, che, con ironia e attraverso giochi di parole e allusioni, ha creato un’atmosfera distesa e piacevole; allo stesso tempo, dalle sue parole abbiamo colto come, dietro l’apparente leggerezza delle immagini e delle parole, si celino messaggi più profondi, momenti poetici che invitano alla contemplazione.
Si è esibito inoltre un gruppo musicale composto da [Massimiliano] Maxino Cernecca, Cæ Lys e Andrea [Scarcia], che ha presentato un progetto di musica elettronica al quale ha collaborato anche Paolo Pascutto [progetto musicale di Paolo Pascutto]. Il gruppo ha pubblicato il suo primo album, intitolato Atlas of the Lost Islands.
Durante la serata inaugurale è stata eseguita per la prima volta, tra le altre, una canzone scritta dallo stesso Pascutto e ispirata a un tragico episodio realmente vissuto dalla nonna dell’artista durante il periodo del fascismo. Alla sua esecuzione ha partecipato anche il coro Pinko Tomažič.
La canzone, intitolata Črna noč (Notte nera) e caratterizzata da sonorità di musica elettronica, è inclusa anch’essa nell’album appena pubblicato, nell’interpretazione del gruppo. Racconta di una notte piena di ombre, quando un gruppo di camicie nere fece irruzione nell’appartamento della nonna e portò via con sé tutte le persone a lei più care.

