Vedute cinematiche di Pascutto, Il Piccolo, 12/11/2025

Legendarne filme je preselil na tržaške ulice, Primorski dnevnik, 28/11/2022

Ha portato film leggendari nelle strade di Trieste.
Ogni mostra personale di Paolo Pascutto sorprende e va oltre la semplice comunicazione visiva. Lui stesso afferma di scegliere la precisione dell’iperrealismo perché gli permette di esprimere i propri pensieri in modo più completo. Nella galleria Rettori Tribbio a Trieste, fino al 28 novembre, è possibile ammirare opere che sono state create negli ultimi anni, anche se l’idea iniziale era nata già circa dieci anni fa, quando il copywriter Rino Lombardi lo aveva incoraggiato a dipingere su temi legati al cinema. L’idea si è maturata nel tempo ed è nato così un ciclo di dipinti, ovvero una mostra personale dal titolo Che Cine!, che si rifà all’espressione dialettale triestina utilizzata per descrivere una situazione caotica, ma che letteralmente significa “che cinema”.
L’approccio di Pascutto è surreale, le immagini sono composte attraverso associazioni sensate che sorprendono, suscitano ironia e allo stesso tempo stimolano lo spettatore a viverle in modo creativo. Da amante del genere cinematografico, ha selezionato alcuni dei film più rappresentativi di tutti i tempi, concentrandosi sulla scena più caratteristica e riconoscibile di ciascuno, che poi ha ambientato in specifiche zone di Trieste. È così nata una serie di film mai girati a Trieste. La mostra è introdotta da una grande mappa della città, dove sono segnati tutti i luoghi scelti e da fotografie stampate di queste location, che hanno ispirato Pascutto, accanto alle quali sono appese riproduzioni dei suoi dipinti.
Poiché Pascutto è un grafico professionista, pianifica le composizioni delle sue opere digitalmente e crea una sorta di fotomontaggio che poi interpreta pittoricamente con tempera acrilica, a volte con l’uso di pistola ad aria o con l’aiuto della grafica digitale. Questo processo gli consente di definire con precisione le composizioni e le prospettive da diversi punti di vista, con i quali gioca frequentemente, come nel caso del dipinto Notte di paura al centro, in cui le principali vie cittadine si intrecciano tra loro in modo surreale. In questo spirito sono nati anche i manifesti che pubblicizzano i film che l’artista ha trasformato nelle sue opere.
Un celebre fotogramma del film di Fellini La dolce vita, in cui i protagonisti Marcello Mastroianni e Anita Ekberg si abbracciano nella fontana, è ambientato nella piazza Vittorio Veneto sotto il getto d’acqua con i tritoni. Nella tela Riva King Kong, il gorilla gigante appare su un grattacielo. Apocalypse Miramar ci presenta, con toni arancioni al tramonto, il volo degli elicotteri nel cielo. Jocker Modiano ride sulla sommità della scalinata in via Ciamician. Dalle fronde degli alberi del Giuliassic Park, un dinosauro allunga il collo. Melarancia Meccanica è ovviamente ambientato su Melara. Il cielo sopra Trieste si estende sopra il faro della Vittoria. Mentre sulla torre del Lloyd, un uomo si tiene saldamente alle lancette dell’orologio, il titolo del film ci ricorda che sarebbe meglio prendere l’ascensore. Il connubio tra scene storiche di film e fantasia affascina lo spettatore grazie alla perfezione estetica delle immagini e all’eccezionale maestria dell’artista nell’armonizzazione delle immagini, dove i dettagli sono curati nei minimi particolari. L’ironia suscita il riso e aiuta a guardare la quotidianità con una certa distanza.
Rino Lombardi ha scritto, ispirato dai dipinti di Pascutto, brevi racconti ironici, raccolti nel libro dell’artista, pubblicato in tiratura limitata come un vero e proprio catalogo d’accompagnamento alla mostra, che sarà presentato il 11 dicembre nella libreria Minerva. Poiché l’autore è anche il fondatore del Museo della Bora, le opere di Pascutto saranno esposte anche a Opicina a gennaio.
(Traduzione di Jasna Merkù)
Che Cine! nei Post-Tips di IES n. 31, Winter 2025

Che Cine! sul web




Recensione della mostra di Jasna Merkù, Radio Trst A , 4/12/2025
Paolo Pascutto si dedica regolarmente all’illustrazione e alla pittura, parallelamente alla sua professione di grafico. Predilige l’uso di tempera acrilica e aerografo o grafica digitale. Il suo approccio iperrealistico richiede molto tempo, soprattutto perché è attento ai dettagli. Il nuovo ciclo di dipinti è stato creato negli ultimi anni ed è interessante anche dal punto di vista dei contenuti. L’artista è noto per le sue associazioni surreali, spesso umoristiche, e per essere membro del gruppo Vile&Vampi, che crea vignette satiriche su temi di attualità. I suoi progetti espositivi sono teatrali, poiché prevedono la collaborazione di comici, musicisti, come la performance di Maxino all’inaugurazione, e creatori di parole.
Si è appena conclusa la mostra personale Che cine! alla Galleria Rettori Tribbio di Trieste. Su sollecitazione di Rino Lombardi, copywriter e fondatore del Museo Borja, dove la mostra sarà allestita a gennaio, Paolo Pascutto ha creato un ciclo di dipinti ambientati in diversi luoghi della città di Trieste, immaginando di girare scene chiave di film famosi, di cui ha cambiato il titolo, ma che rimangono riconoscibili. Trieste ci viene svelata alla luce di film mai girati, che valutano il carattere di singoli luoghi della città e allo stesso tempo l’amore dell’artista per la sua città natale e per i generi cinematografici. Su un cartellone più grande, Pascutto ha presentato una mappa di Trieste, su cui ha specificamente indicato i luoghi che lo hanno ispirato, e per ogni luogo selezionato ha pubblicato una fotografia e una riproduzione del dipinto creato. Con l’aiuto di un computer, determina attentamente la struttura compositiva del dipinto, a volte fondendo diverse prospettive in una sola. Ha scelto film famosi di grandi registi come Hitchcock, Kubrick, Lynch, Coppola e Nolan. A corredo dei dipinti, Pascutto ha creato alcuni manifesti che pubblicizzano i suoi film immaginari. Rino Lombardi ha realizzato un catalogo per la mostra con racconti più brevi, altrettanto ironici, che rimandano alle opere di Pascutto, una sorta di libro d’artista in edizione limitata che sarà presentato l’11 dicembre presso la libreria Minerva.
(Traduzione dall’originale sloveno di Jasna Merkù)
