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Via Appia Antica,
224, 00179 Roma, Italy
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Un museo che raccolga esclusivamente opere di arte figurativa contemporanea può sembrare un’idea piuttosto eccentrica e fuori moda, oggi che l’arte contemporanea è sempre più lontana da mezzi e supporti tradizionali. Oppure è – al contrario –  un progetto molto rivoluzionario e quasi snob. Queste e altre considerazioni sulle infinite vie dell’arte, vengono in mente visitando il MEAM (Museu Europeu d’Art Modern). Sottotitolo: Arte Contemporanea del XXI Secolo. Una definizione impegnativa e forse un po’ fuorviante, perché uno entra e si aspetta immensi saloni bianchi con una sedia marcia e un colombo impagliato, installazioni cervellotiche, video e quant’altro l’arte recente ci propone nei templi della contemporaneità artistica. Invece quei buontemponi del MEAM espongono solo ed esclusivamente quadri e sculture molto molto figurativi. Le tecniche sono quelle tradizionali, solo che le opere sono tutte di questo secolo. Ci sono quadri iperreali, surreali, metafisici, impressionisti, anacronisti, una scelta di opere che riassumono tutti gli stili immaginabili della pittura, dimostrando che questa antica tecnica espressiva è più viva e vegeta che mai.
Tra le opere che più mi hanno colpito per la loro disturbante riproduzione di una realtà altra, c’è la grande tela di Edgar Mendoza Mancilla La merienda, Porvenir di Carlos Saura Riaza e le spiaggie fantascientifiche di Guennadi Ulibin.

 

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La merienda di Edgar Mendoza Mancilla

 

Il Museo è ospitato in un palazzo antico nel quartiere del Born a Barcelona. L’ingresso, un po’ nascosto, si trova in una piccola calle a pochi passi dalle interminabili file davanti al Museo Picasso. Qui i visitatori invece non sono molti. Il MEAM è stato inaugurato da poco e non è molto pubblicizzato, ma merita sicuramente una visita, soprattutto se avete un debole per la pittura figurativa.

 

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Ultima mirada di Guennadi Ulibin

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