Trieste nei film mai girati
A Trieste ormai si girano un sacco di film e di fiction, ma nessuna delle venti pellicole rappresentate su tela nell’inedita esposizione alla Galleria Rettori Tribbio è stata mai realizzata in questa città. Nato da una vecchia idea di Rino Lombardi, il progetto Che cine! è un viaggio fantastico e ironico nel mondo del cinema – dagli anni del muto ai nostri giorni – ma anche un affettuoso, cinefilo e cine-folle omaggio ai mille volti di Trieste. Scorci noti e meno noti diventano il set perfetto per reinventare una variegata serie di film, scelti con cura per le loro connessioni con l’architettura e gli spazi cittadini.
“Trieste quasi Hollywood”
Rino Lombardi, copywriter con cui ho avuto il piacere di lavorare per diversi anni e – soprattutto – creatore del Museo della Bora, ormai famoso in tutto il mondo (e non sto scherzando), negli anni Novanta aveva iniziato a raccogliere materiali e idee per fare una mostra intitolata “Trieste quasi Hollywood”. L’intento era di organizzare un evento multimediale che prevedesse, tra le altre cose, dei collage di scorci triestini e famose scene cinematografiche, montaggi con materiali video in stile “Blob” a base di spezzoni di film girarti in città o anche solo di citazioni della stessa. Questa idea rimase irrealizzata, finché, dopo aver visto la mia mostra Era Trieste, Rino pensò che poteva essere materiale per i miei denti. Così nel 2016 sono partito dalle sue ricerche per creare delle bozze in cui location cittadine si fondevano con iconiche scene da film.
Tra le opere suggerite da Rino, che sono diventate dei quadri, abbiamo Vacanze Romane (Scalinata di S.Maria Maggiore), Preferisco l’ascensore (Torre del Lloyd), Io confesso (scala James Joyce), Ritorno al futuro (Piazza della Borsa) e Il Cielo sopra Berlino (Faro della Vittoria).
Dipingere i film
Per tutti gli altri soggetti ho dovuto fare molte camminate in città e svariate prove prima di trovare la soluzione (la più ardua è stata quella per Manhattan). Ho voluto spaziare tra tutti i decenni della storia del cinema e pure omaggiare alcuni registi che apprezzo particolarmente come Hitchcock (che ha ben due citazioni) Kubrick, Lynch, Coppola e Nolan.
Ovviamente il lavoro che ne è uscito è ben diverso da un semplice collage: le scene dei film vengono perfettamente ambientate nello scorcio triestino, come se queste fossero davvero state girate qui. Un lavoro che con le recenti tecnologie generative dell’AI si potrebbe fare molto facilmente. Ma Che cine! voleva essere un progetto pittorico, perciò tutte le immagini sono state disegnate e dipinte su tela in modo tradizionale.
Come per Era Trieste, torna in questa mostra lo spirito giocoso e ironico che da sempre contraddistingue il mio lavoro. Con Che cine! cerco di presentare, in una luce nuova e originale, vedute urbane che i triestini hanno sotto gli occhi da sempre. Quasi fossimo a Hollywood.
PS In dialetto triestino l’espressione “che cine” indica una situazione complicata, ingarbugliata oppure un gran baccano.
