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Sabato 30 aprile alle ore 18.00 presso la Galleria Rettori Tribbio di Trieste (Piazza Vecchia, 6)
 inaugura “Soggetti Smarriti”.

Soggetti SmarritiQuesto che segue è il bel testo di presentazione scritto dall’amico Rino Lombardi per la mostra.
Ho perso l’equilibrio, ho perso la prospettiva, ho perso il senso, ho perso i miei sogni, ho perso il riferimento, ho perso quello che avevo appena trovato… Quello che accomuna i quadri di questa mostra è qualcosa che non c’è più. Una mancanza. Un’assenza. Una sparizione. Una perdita. Ma siamo sicuri che sia un caso? Secondo me c’è una precisa volontà dei soggetti protagonisti delle tele. Sono loro i padroni della situazione. E vanno avanti! Il bambino ha perso l’astronave per un soffio. Ma in fondo non si preoccupa più di tanto: con tutte le bizzarrie che si vedono in giro, cosa sarà mai un disco volante? E quell’astronauta? Ha perso la terra, ma ha trovato casa. E l’anziano signore: è lui che ha fatto volare via l’uccellino! E ora cerca la nostra complicità più che la nostra pietà. E la ragazza: è lei che ha tagliato il filo del telefono. Ha troncato lei la storia. E quell’altra ragazza? Dove va il suo angelo? O forse era un diavolo? E la signora con la valigia? È lei che ha deciso di perdere la nave. Ci ha messo un po’ di più a vestirsi ed eccolo là, il bastimento se n’è andato. Smarrimenti e solitudini, solitudini fiere e consapevoli: “Sono la sola ad avere avuto il coraggio di dire di no.” “Sono la sola che legge il libro. E che vuole continuare a farlo!” Perfino la nave parla: “Sono la sola a solcare questo cielo.” Perfino una potenziale tragedia cambia il suo corso: “Sto cadendo, ma sto volando”... Qualcosa non c’è più, ma il segno dei due artisti c’è tutto. Il segno di Pascutto è sempre più disinvolto e maturo e non trascura i suoi classici spericolati punti di vista sui paesaggi. Sembrano disegnati su tele di nuvola le opere di Pezzolato, dalla cupezza dannatamente luminosa. I colori, quelli no, non sono smarriti! Si ritrovano saldamente nel blu cielo, ormai la cifra di Paolo Pascutto, e nei toni più autunnali, materici, vissuti di Guido Pezzolato. Sicuramente mi sarò perso qualcosa… ma questa è un’introduzione libera e, come da contratto, inevitabilmente carente. Contano i quadri, non le parole. Ancora poche battute e il testo è scritto, la presentazione è finita. Ma questo, questo mi preme dirlo: nei quadri di Pascutto e Pezzolato, in fondo, niente è perduto. C’è un filo di speranza. Sempre. Come a dire: “Siamo padroni del nostro destino. E ce la faremo.” A questo punto, resta solo una domanda: “Ma i soggetti smarriti sono quelli dei quadri o siamo
noi?”

Anche questa volta piccoli clip video sono stati realizzati per promuovere la mostra sul web. Nel primo Piazza Unità si smarrisce sotto i nostri occhi, nel secondo Paolo Pascutto e Guido Pezzolato rispondono a nove domande sulla loro prossima mostra e sulla loro opera in generale (ma le domande si sono smarrite e le risposte non sempre sono convincenti…), nel terzo Andro Merkù, nei panni di Janko Magris, dà un piccolo assaggio delle sue capacità poetiche.

 

Video

Teaser 1 / Piazza Unità

 

Teaser 2 / L’intervista
Paolo Pascutto e Guido Pezzolato rispondono a nove domande sulla loro prossima mostra e sulla loro opera in generale. Ovviamente le domande si sono smarrite e le risposte non sempre sono convincenti…
Del resto, da soggetti come questi, che cosa vi aspettavate?

 

Teaser 3 / Janko Magris

 

Vernissage

Breve video con un montaggio di immagini dell’inaugurazione della mostra alla Galleria Rettori Tribbio di Trieste, il 30 aprile 2011. Per chi c’era e per chi no. Le riprese sono sempre di Antonella Coppola.

 

La recensione
Questa è la trascrizione della recensione alla mostra fatta da Caterina Tosoni sul TG locale di Tele 4, il 7 maggio 2011. A scanso di equivoci, smentisco l’affermazione sull’uso del computer nella realizzazione mie tele, perché detta così sembra che le stampi a plotter…
“Soggetti smarriti è una mostra che racconta attimi di meditazione, momenti di solitudine o di paradossi inquietanti. Si scrutano scorci della città per trasformarli in luoghi incantati, fuori dal tempo e dallo spazio e addirittura i nostri palazzi neoclassici o eclettici vengono collocati su un altro pianeta. Paolo Pascutto è un artista che ricorda molto la maniera di Magritte ma rivista con l’uso del computer. I quadri sono tante piccole storie spezzate che ci pongono di fronte a diversi quesiti. Nessun tentativo di complicità con chi guarda la tela, non ci sono risposte, o meglio, ce ne sono tante: le nostre. Pascutto è l’artista dei paradossi, dei cieli azzurrissimi, delle strade infinite, del tempo sospeso, mentre Pezzolato affronta le paure e le angosce con una cupezza luminosa. Soggetti smarriti è una mostra dove, all’insegna dei colori e delle forme forti e decise, ognuno troverà il suo quadro.”

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