
Attorno alle canzoni dell’album Atlas of the lost islands è nato questo spettacolo che miscela prosa e musica per immaginare la biografia di un enigmatico artista, la cui opera è stata scoperta per caso in una soffitta. Ettore Atlas ci ha lasciato un pugno di inedite canzoni registrate su un’audiocassetta, prima di sparire nel nulla negli anni ‘90.
Una serie di testimonianze e di ricordi di chi l’ha conosciuto ci restituisce alcuni episodi della sua vita, dall’infanzia all’età adulta, alternati all’esecuzione delle sue composizioni. Le canzoni si mescolano alla narrazione, senza soluzione di continuità.
Sul palco Flavio Furian, coadiuvato da Massimiliano Maxino Cernecca e da Sara Cechet Woodcock, interpreta ben nove dei dieci personaggi che ci parlano di Ettore, in un vertiginoso tour de force interpretativo.
Oltre a Furian e Maxino, altri cinque cantanti (Elisa Bombacigno, Raffaele Prestinenzi, Cæ Lys, Barbara Stefani, Andrea Scarcia) e un chitarrista (Marco Poznajelsek) si alternano nell’interpretare i brani del misterioso autore.
Tra musica e cabaret, poesia e comicità, lo spettacolo tratteggia la vita di Ettore Atlas, intrecciandola a ricordi pop e a sprazzi di cronaca degli anni Ottanta, in un mirabolante viaggio nel tempo e nella mente di un artista.
“Un viaggio nel tempo, una misteriosa audiocassetta riemersa dal passato, che se la suoni al contrario suona al contrario, una vicenda piena di figure losche e birra Lasko, canzoni ermetiche e gite sull’Ermada, pranzi a ufo e Ufo a pranzo, una storia che vi lascerà a bocca aperta ma – soprattutto – con le orecchie devastate…”
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La scomparsa di Ettore Atlas


