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Dà una certa soddisfazione quando un progetto insolito – e forse un po’ cervellotico – viene apprezzato e compreso. Quella che ripubblico qui di seguito è una delle più originali e azzeccate “recensioni” che io abbia mai avuto per una mostra. In perfetto stile con lo spirito di “Era Trieste”, Antonio Giacomin, sul suo blog di fluido.it descrive quella che sarebbe la Trieste di oggi, se il passato alternativo che ho immaginato nei miei dipinti fosse il nostro quotidiano.

“Sabato 18 ottobre. Piazza Vecchia. Trieste. Il sole sta calando, bisogna impostare i gradi Kelvin del visore. Gente. Lingue diverse. Le capisco. Ci si incontra, si parla e si osservano i quadri. Mi chiedo perché tanto successo per cose che vediamo quotidianamente. La Petrol però non c’è più sulle rive spodestata ormai dall’oligarca della IstraBenz. Anche i razzi non partono più. Era bello quando dalla stazione orbitante si potevano raggiungere le colonie su Marte in 5 ore di volo. E la vista sopra Trieste era unica. Era. Purtroppo. La scritta del Liberatore sulle colline ormai è solo meta di writers. L’unica cosa che rimane ancora di quella gloriosa epoca sono i tram. Non capisco perché l’autore debba osannare la Coca Cola riproponendo la infame scritta sul nostro Castello. Mi ricordo, da piccolo, quando una folla inferocita a suon di bastoni la distrusse e ora rimangono solo i ferri arrugginiti che la sostenevano. Che bella Trieste. Ormai il turismo sta riprendendo dopo gli anni di stasi dovuta al maledetto embargo dell’Occidente. Finalmente hanno allentato i controlli al confine di Duino e si può tornare a fare benzina e comprare la carne in Italia. Da noi costa troppo.”

 

Giacomin, videomaker triestino, è l’autore anche di una bella intervista su “Era Trieste” che potete vedere qui di seguito.

 

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